Il coraggio della politica che vorremmo

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.  Questa frase di Proust è stata spesso decontestualizzata, usata come metafora in tanti discorsi. Forse, però, può fare al caso nostro per provare a spiegare perché la rassegna letteraria dell’assessorato comunale alla Cultura di Balestrate può essere il primo passo per una inversione di tendenza, almeno sul piano del coraggio della politica locale.

Sentire parlare di eventi culturali può disorientare, ma non certo perché Balestrate è un paese di analfabeti. Parliamo di cultura come di un momento per accrescere le proprie conoscenze, per fare nuove esperienze e per abituarsi a un tipo di intrattenimento diverso e più fruttuoso per un piccolo paese.
Se guardassimo alla rassegna letteraria che si è da poco conclusa con gli occhi dei balestratesi che siamo, la cosa migliore che potrebbe uscire dalla nostra bocca sarebbe un “mah”, con tanto smorfia. Andrebbe peggio probabilmente parlando di bookcrossing, di queste teca dove è possibile condividere un libro. Ma che vuoi che me ne faccia di libri in un paese dove da due anni l’acqua non è potabile, dove basta un po’ di pioggia e si allaga tutto, dove la differenziata è al 70% e invece di sconti in bolletta mi danno sti ecopoint che sono l’ideale solo in un paese dove si è costretti a spendere un patrimonio per bottiglie di acqua. Che vuoi che possa fregare ai balestratesi, tra due giorni queste teche saranno vandalizzate. E però, però forse qualcosa è stato seminato.

Se guardassimo al bookcrossing con gli occhi di un turista in Svezia che torna e racconta di queste teche, la smorfia potrebbe trasformarsi in un’espressione di sorpresa di chi ha scoperto un servizio che magari non utilizzerà mai, ma era nuovo, era bello, mai visto prima, di quelle cose che creano stupore, che da noi non ci sono e le raccontiamo come bottino di esperienza al termine di un viaggio. Possiamo guardare questi eventi con gli occhi di uno dei pochi amanti della lettura che sosta a Balestrate, o di un ragazzino alle prime esperienze culturali coinvolto in un’iniziativa che potrà ripetere probabilmente tra molti anni quando andrà all’università, forse. Beh, le risposte, in questi casi, sarebbero diverse. E avremmo di fronte pur sempre un bagaglio di iniziative che per forza di cose accrescono il proprio modo di vedere le cose e stare al mondo. Questa rassegna letteraria, tutta questa iniziativa, è stata una bella cosa per Balestrate, nessuno abbia paura di ammetterlo.

A me, però, non è tanto la funzionalità culturale che mi ha colpito. Proviamo a sostituire bookcrossing con “vasta area pedonale”: le reazioni sarebbero le stesse, disapprovazione, malumore, incredulità, diffidenza. Niente auto in tutto il corso per 8 mesi l’anno? Ma non lo faranno mai, e se lo faranno non servirà a nulla. Mettere le auto allo stadio? Fare aprire i parcheggi a mare la sera e portare la gente in paese col trenino? Vabbe, impensabile. Mah, con tanto di smorfia, stessa reazione.

Se solo l’amministrazione avesse avuto la metà del coraggio avuto nella rassegna letteraria (fatta a ottobre, mica in piena estate) per portare avanti altri obiettivi con un maggiore impatto sull’economia locale, forse la situazione a Balestrate oggi sarebbe diversa. Un appuntamento organizzato col rischio di avere una bassa partecipazione, in discontinuità con le abitudini locali, con l’ambizione di lasciare qualcosa nei più piccoli, di innovare, di crescere. E’ un seme che crescerà. Dopo questa iniziativa, la prima dell’assessore Marisa Saputo, qualcuno nell’amministrazione ha osato rischiare. Balestrate si è svegliata più coraggiosa. Speriamo bene.