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La politica delle stigghiole

Il venditore di stigghiole cucina, soffia sul fuoco, richiama l’attenzione dei passanti. Da centinaia di metri si osserva la nube di fumo che si alza in cielo. Fumo bianco, sempre più denso. Chi ciavuru! Sulla griglia ci sono alcune stigghiole, ma la nube è molto alta, il fumo è molto denso, si vede e si sente.

È questa l’immagine che mi viene in mente per descrivere la politica balestratese degli ultimi anni. Politicanti che si affannano in selfie, proclami, annunci. Per poi scoprire una serie di interminabili flop, per poi scoprire che dietro c’è ben poco, a volte il nulla.

Il paese è sporco, malandato, erbaccia ovunque, rifiuti in strada, un degrado totale. Mi chiedo: ma chi ha deciso di avere un ruolo nella politica locale, se ne accorge? È pensabile pulire il paese in maniera occasionale, con volontari o cantieri di servizio? Non dovrebbe essere l’ordinaria amministrazione, la normalità?
Tra qualche tempo vedremo i percettori del reddito di cittadinanza pulire il paese, e immaginate quanto fumo, quante foto, quanti annunci. Ma chiediamoci un cosa: se i cittadini pagano il servizio di pulizia, e quel servizio è svolto non dalle ditte incaricate, ma da volontari o percettori del reddito, allora i cittadini perchè dovrebbero continuare a pagare?

È solo una delle tante follie amministrative di questi anni. Il piano regolatore dopo oltre 40 anni è al traguardo, un tempo infinito. Ormai è ridotto a uno strumento in cui lo sviluppo di Balestrate è andato a farsi benedire, dove hanno trovato spazio i desiderata di pochi, non certo di tutti i cittadini. Un piano che è già vecchio e andrebbe aggiornato per garantire il vero sviluppo di tutto il paese. Per altro c’erano solo passaggi burocratici da superare, e qualche anno fa è intervenuto persino un commissario. Eppure, il piano regolatore viene addirittura annunciato come il perno del programma di questa amministrazione, come un risultato storico.

Non scordiamoci neanche i lavori al sentiero del pescatore, un progetto da 100 mila euro con grande festa e annunci, per poi scoprire che le telecamere hanno smesso presto di funzionare e l’area è tornata abbandonata, degradata, sporca e mai valorizzata. E poi le scuole al freddo, altra delusione, mentre assistiamo a strepitosi annunci sulla ristrutturazione degli edifici, su cui in tutta Italia il governo sta investendo miliardi. Ma a Balestrate la normalità diventa qualcosa di eccezionale.

Non è passato giorno in cui l’amministrazione non si sia lasciata andare in stratosferici annunci, fumo su fumo. Sull’acqua non potabile non hanno mai sostenuto realmente il comitato per l’acqua pulita e tutti coloro che osavano sollevare il problema, anzi tendevano a zittirli dicendo che danneggiavano l’immagine del paese. Le macchie scure in direzione del depuratore? Tuttapposto. L’acqua non potabile? Tuttapposto. Per poi scoprire che l’Amap pare stia correndo ai ripari proprio su quegli aspetti segnalati. Ovviamente, manco a dirlo, ora questa amministrazione sventola tutto questo come propri risultati.

Anno dopo anno si rischia di perdere la memoria delle strepitose azioni amministrative balestratesi. Come dimenticare l’ex Conchiglia, tornata all’abbandono con presunti interessi criminali per accaparrarsela? E della sporcizia che regna in spiaggia? Il lido sequestrato rimasto montato, la baia delle grotte devastata, l’immondizia ovunque. E dei consulenti artistici, ne vogliamo parlare? Reclutati con tanto di foto e mega annunci: cosa hanno prodotto? Il sindaco li ha messi in condizione di lavorare?
Non scordiamo le celebrazioni per i 200 anni: se non fosse stato per il comitato dei 200 anni, Balestrate non avrebbe celebrato un solo minuto di festa.

Se andiamo a guardare questi anni di amministrazione, non troviamo traccia di una svolta, di un tentativo di dare una propria impronta di sviluppo al paese. La stessa pandemia è stata affrontata senza alcun tentativo di collaborare con le altre forze politiche, personalizzando l’azione amministrativa, con il Comune ridotto a sportello informativo piuttosto che a motore di sostegno della comunità.

Nell’epoca dove tutto è filtrato dai social, però, la verità non esiste, esiste il racconto. Esiste cosa diciamo, ed esiste ciò a cui scegliamo di credere. Alla fine, però, la realtà delle cose va avanti a prescindere dalle illusioni della politica. E a Balestrate, purtroppo, la realtà resta sempre più tragica. La gente ne è consapevole. Che fine farà Balestrate di questo passo?

Categories: Politica
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