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Domenica dibattito sull’ex discoteca, la proposta di Balestratesi.it: qualunque cosa diventerà, garantire lavoro ai balestratesi e guadagni al Comune
Domenica prossima, 5 febbraio, all’auditorium parrocchiale si terrà un incontro dal titolo “La Conchiglia: uno spazio comune?”. Ad organizzarlo è il movimento Spazio Comune. La vicenda dell’ex discoteca è uno dei tanti simboli di Balestrate. Un paese dove manca assolutamente la programmazione e si vive alla giornata. Che cosa ne sarà della struttura? Oggi non è dato saperlo, eppure siamo al termine di una legislatura e a pochi mesi dalle elezioni.
La gente sogna il ritorno alla mitica discoteca che fece sognare intere generazioni. Ecco però alcuni quesiti che potrebbero essere interessanti.
Premessa: usiamo il termine “ex villetta”, perché la struttura che tutti identificano come Conchiglia in realtà nasce come villetta. Era una struttura pubblica, di tutti i balestratesi.
Eppure per decenni è diventata privata. È diventata una discoteca. Si pagava per entrare. C’è chi scherza dicendo che si entrava pure di nascosto o per “favori”. Poi è fallita. Ad ogni modo, ben presto la discoteca è entrata nell’immaginario collettivo e molti conoscono Balestrate per quella discoteca. Ma se è vero che i benefici sono legati all’immagine del paese, è pure vero che quell’immagine è sbiadita. Per colpa di chi? Sicuramente non dei cittadini. La struttura è un rudere. Questo è il risultato.
E invece a livello di sviluppo quanto ha inciso? Quanti posti di lavoro si sono creati? Quanti licenziamenti si sono registrati? Quanti si sono arricchiti? Probabilmente nessuno, perché non si era creato vero sviluppo. E nemmeno il Comune ha avuto soldi da reinvestire nel paese. E alla fine è arrivato il fallimento.
Quindi, prima ancora di stabilire cosa diventerà quella struttura, bisogna decidere come sarà gestita. La vogliamo dare di nuovo ai privati? Va benissimo. Ma il Comune cosa ci guadagnerà? E i balestratesi cosa ci guadagneranno? Si pagherà l’ingresso? Quanto costerà ai balestratesi? Quali regole ci saranno per usufruirne?
Purtroppo questi sono temi che i cittadini normalmente non considerano. I cittadini entrano nel panico quando il danno è fatto. Allora si lamentano, ma è troppo tardi. “MIIII!!! Vinniru ri fora e si pigghiaru a conchiglia e ci travagghianu tutti stranii!”. Beh, invito i giovani, che studiano, che capiscono quali sono i rischi, a spiegare alla gente come stanno le cose e non farsi prendere dalla nostalgia. Volete che torni discoteca? Va benissimo, ma ricordatevi che la struttura è pubblica: si paghi una concessione e si stipulino dei patti per garantire occupazione ai balestratesi.
Poi ci sarebbero altre domande da fare, che sono prettamente politiche. Perché onestamente questo Consiglio comunale e questa amministrazione, che ora hanno iniziato a discutere sull’utilizzo della struttura, non hanno mai speso una parola sul fatto che il presidente della Pro Loco, ente turistico, è stato invischiato nella vicenda che ha portato alla chiusura della struttura. Ed è stato per giunta candidato col sindaco, di cui è fedelissimo.
Insomma, la vicenda della chiusura della villetta, è o no importante? Speriamo vivamente che il dibattito di domenica affronterà pure la storia della struttura, il fallimento, i tentativi di sottrarre la struttura al Comune. Quanto meno bisogna ricordarli per poi poter riflettere meglio sulle decisioni e le proposte che faranno i politici. Dimenticare vorrebbe dire rischiare di ripetere gli stessi errori.
Cari balestratesi, un po’ di furbizia. Ma perché mai a Balestrate deve andare a finire che un bene pubblico di tutti alla fine deve andare nelle mani di pochi privati? Qualunque cosa decideranno di fare, rivendicate sempre i vostri diritti: ricordatevi che la villetta, conchiglia, o come volete chiamarla è uguale, è vostra. Vostra, e voi non potete diventare semplici “clienti” e spettatori.
La vera storia di Balestrate e del distretto turistico
Berlusconi cancella le piccole tv comunitarie
Telejato chiuderà, inizia la battaglia:
sabato 24 settembre una manifestazione
Sabato 24 Settembre dalle ore 14:30, dinanzi la sede di Telejato, in Via F. Crispi 33 a Partitico (PA), ci sarà un sit-in popolare per la costituzione del Comitato “Siamo tutti Telejato”.
Con la Legge Finanziaria 2011 (articoli 8,9,10) sono state di fatto abolite le televisioni comunitarie (250 in tutta Italia) e il Ministero dello sviluppo economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per La 7, per Sky e per la telefonia mobile, le cui frequenze sono state assegnate senza pagamenti.
Berlusconi si è fatto l’ennesimo regalo ed ha stabilito anche il controllo governativo su tutte le emittenti del territorio nazionale. a Le altre utenze saranno assegnate dietro esborso di ingenti somme di denaro, attraverso graduatorie regionali formulate sul numero dei dipendenti e sulle proprietà immobili. E’ la fine quindi del volontariato anche in questo campo. Il tutto naturalmente con il silenzio tombale e il disinteresse dei partiti politici del centro sinistra.
Di fatto pertanto Telejato è già formalmente chiusa, la banda su cui trasmette è stata venduta alle agenzie di telefonia mobile e le sue residue speranze di sopravvivenza sono assegnate alla possibilità di aggregarsi, non si sa per quale importo, ad una delle cinque bande di cui potranno disporre le emittenti che otterranno l’assegnazione della frequenza. Se si voleva chiudere la bocca ad ogni voce di dissenso non si poteva far di meglio. Prima che si arrivi alla chiusura coatta o a provvedimenti penali e pecuniari , è il momento di stringersi attorno a Telejato per salvare questa voce unica nel documentare le battaglie civili del nostro territorio.
Salvo Vitale


